Malembande (o Millinfranti)

Malembande (millinfranti). Pasta casalinga  pugliese confezionata con semola, formaggio, prezzemolo, un pò di pepe e uova (quante ne assorbe la semola), ridotta in mille pezzettini e cotta in brodo di tacchino o di gallina. Si mangia il giorno di Natale, ma essendo una minestra si gradisce soprattutto nelle fredde giornate d’inverno.

 

 Dosi per 4 persone:

  • 250 gr di farina di semola rimacinata
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino
  • 1 ciffetto di prezzemolo tritato fine
  • un po di pepe
  • un pizzico di sale
  • acqua qualche cucchiaio se l’impasto è troppo duro
Lavorare tutti gli ingredienti insieme a mano o in un robot da cucina.L’impasto deve lavoare un pochino perchè c’è la semola, capiamo che è pronto perche deve essere liscio e compatto (vedi foto 1 d’apertura)Farlo riposare in luogo fresco per mezz’ora.Dopo questo tempo passare l’impasto o alla trafila dei tagliolini tagliandolo pero a pezzetti di ½ cm oppure molto meglio utilizzare quell’arnese che uso io nella foto 2, tagliando man mano che si schiaccia, a mezzo cm con un coltello (vedi foto 3).Adagiare i millinfranti su uno strofinaccio, e far asciugare un pochino, però più asciugano e meglio è.

Far bollire in una pentola del buon brodo di manzo o di pollo e metterci i millinfranti avendo cura che se si fossero leggermente attaccati dopo qualche minuto che stanno nel brodo, con il cucchiaio di legno, cercare di staccarli contro la parete del tegame, ma la particolarità della pasta fresca fatta a mano è che se sono irregolari sono apprezzati di più…

Servire la minestra fumante nella zuppiera (vedi foto 4).

9 Commenti

  1. 7-gennaio-2013

    cara Betta, ho provato a farli ieri e li ho cotti in un brodo di carne leggero. Buonissimi, sono piaciuti a tutti…

  2. 7-gennaio-2013

    Cara Alessandra, grazie sono contenta siano piaciuti…

  3. 26-marzo-2015

    Un appunto costruttivo,non sono daccordo sul parmiggiano…. come ricetta pugliese non mi pare opportuno anche se ci sta bene comunque…. meglio sarebbe la caciotta di capra fresca o secca. Inoltre preferisco non usare uova ma solo farina e poca acqua, eventualmente qualche goccio di olio di oliva e allungando un pò di più il periodo a riposo, per migliorare la lavorabilità. Provare per credere

  4. 26-marzo-2015

    Hai ragione sul parmigiano, io però piu che caciotta ci metterei un buon canestrato ;-). Proverò a usare farina e niente uova, i consigli vanno sempre presiin considerazione e dopo aver provato giudicherò…Grazie Michele

  5. 14-febbraio-2016

    Grazie per questa specialità di pasta che mia madre ci preparava nel periodo di carnevale essendo lei originaria di Manfredonia (Fg) Sono ottimi

  6. 14-febbraio-2016

    Grazie per questa specialità di Manfredonia che nostra madre ci preparava nel periodo di carnevale

  7. 15-febbraio-2016

    Grazie a te Maria Gabriella 🙂

  8. 16-marzo-2016

    anni fa mi insegnò una variante semplice una mia zia di Corato : uova, semola, prezzemolo trittato. Stendere la pasta, lasciare essicare e poi spezzetare. Cuocere in acqua bollente. Servire con qc brodo, e parmiggiano.

  9. 16-marzo-2016

    Ciao, certo un’altra variante, ma sai il bello della cucina italiana è che in ogni famiglia ognuno aveva la sua ricetta personalizzata e immagino sarà buona anche questa…;-)

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